Presentazioni critiche

Presentazione critica della Prof.ssa Cristina Boccella in occasione di "Contemporanea...mente 2016"- Biennale di Arte contemporanea dei Comuni della Bassa Reggiana presso il Museo Guareschi (Brescello), Palazzo Bentivoglio (Gualtieri) e Palazzo Ducale (Guastalla)

Alessandra Trischitta si dedica da alcuni anni alla Digital Art realizzando opere caratterizzate dalla contaminazione di mezzi espressivi che offrono molteplici possibilità di tradurre un'idea, di esprimere pensieri e sentimenti attraverso le immagini.
Una miscela di grafica, fotografia e tecnologia che alimenta la creatività e arricchisce di poetiche infinite lo spazio della visione. Immagini sospese tra realtà e fantasia, combinazione di elementi che rimandano al mondo della natura, all'esperienza, alla quotidianità, sono alcuni degli ingredienti presenti nei lavori dell'artista. Si tratta di fotografie che evidenziano una varietà interessante di motivi originati da un processo di esplorazione e di elaborazione che ha come punto di partenza la multiforme varietà del reale. Le immagini si sovrappongono o si integrano ad altre immagini dando vita a creazioni fantasiose, ricche di dettagli, di particolari simbolici, che rappresentano e attraversano  il mondo dei valori e della storia, talvolta le tragedie dell'umanità......Frequenti i richiami alla musica...titoli di opere liriche, musicisti, pentagrammi, spartiti musicali, e in generale alla cultura. Alcune composizioni sono articolate, presentano una struttura costituita dall'accostamento di elementi grafici diversi, un insieme armonico di colori e di dettagli visivi che proiettano significati, comunicano messaggi ed emozioni, offrono spunti di riflessione.

Tutta l'opera di Alessandra Trischitta rivela una ricerca artistica accurata nell'elaborazione di un linguaggio tecnico-stilistico originale, ricco di contenuti da condividere con lo spettatore.

 
 Presentazione critica del Dr. Daniel Buso (Curatore) in occasione dell'inaugurazione della mostra "Frammenti contemporanei" a Ca' dei Carraresi (Treviso)

Alla fine della sala troviamo l'arte della Trischitta, Alessandra Trischitta, che presenta diverse stampe digitali. Ecco, molte di queste stampe sono ispirate all'immaginario dell'Opera, della musica, quindi riferimenti alla Turandot, alla Madama Butterfly e ad altri grandi classici e sono composizioni molto particolari. In un certo senso, quando arrivate, stordiscono perché, dopo aver visto molta pittura, c'è la sensazione di trovare un'altra pittrice e di vedere quindi opere scomposte, o "pixellate", in una sorta di corto circuito visivo. Bisogna avvicinarsi e vedere come, in effetti, sia un gioco di definizioni. Sono tutte stampe digitali. Lei è, appunto, una fotografa e sovrappone brani sullo sfondo pixellati e soggetti, invece, in primo piano in alta definizione. Quindi è come se ricreasse, per certi versi, tutta la tradizione pittorica degli sfondi sfumati e i primi piani definiti però utilizzando questo gio co di pixellatura tipico del digitale.

Estratto dalla presentazione critica di Araxi Ipekjian (Critica e Storica dell'Arte) nel libro "Le donne nell'Arte - L'eterno femminile tra natura e artificio da Camille Claudel a oggi"
La natura è il punto di partenza del viaggio di ricerca di Alessandra Trischitta. La fotografia è il mezzo attraverso il quale condurla. L'artista dopo un iniziale interesse verso gli animali , i loro sguardi, i paesaggi in cui vivono, è passata ad analizzare tematiche culturali, storiche, ambientali. Il compito di esprimere le sue idee e sensazioni è affidato alla contaminazione fra mezzi espressivi. 
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Nata a Verona nel 1960 dove vive ed opera. Appassionata di fotografia, ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all'estero ricevendo premi e apprezzamenti da parte di pubblico e critica. Sue opere sono state pubblicate.
 
 
Presentazione critica del mio lavoro selezionato dalla giuria internazionale nel catalogo bilingue di ArtProtagonist2015 a cura di Sandro Gazzola (Storico e Critico d'Arte)
Il tema pucciniano ricordato attraverso i profili delle abitazioni giapponesi e la farfalla collocata sopra l'orologio sono solo una parte della complessa struttura dell'opera di Trischitta, poiché vi sono raccolte diverse scenografie divise fra loro verticalmente. Molto probabilmente sono gli spazi narranti la storia della giovane geisha, che contrappone il dramma del proprio destino agli spazi puliti e cristallini rappresentati sulla tela.
 
The theme of Puccini, prompted through Japanese homes and butterfly located on the clock are only part of the Trischitta's complex structure. There are different scenes that are vertically divided. The spaces are, most likely, telling the story of a young geisha, opposing the drama of her own destiny to the clean and crystalline spaces realized on canvas.
 
Presentazione del mio lavoro nell'articolo "L'artista, se stesso e l'universo" nell'introduzione al catalogo bilingue "Mental adventures" a cura di Sandro Gazzola (Storico e Critico d'Arte)

Il lavoro dedicato all'ambivalenza della E intende mettere in crisi il sistema d'identità di molti aspetti del reale inventati e voluti dall'uomo. Diventa provocatorio pensare alla costruzione di un'etica con un lato violento, così su tale linea gli elementi costituenti la lettera si presentano con identità ambigue, collocate in un modo che le rende narrative e divulgative. L'opera di Trischitta costruisce un'astrazione fondata sull'immagine trasformata in simbolo e l'effetto è notevole, perchè mette in crisi lo spettatore.

Diese Arbeit, die der Zweideutigkeit des Buchstabens E gewidmet ist, strebt eine Infragestellung des Definitionssystems vieler Aspekte der Wirklichkeit an, die vom Menschen erfunden und bestimmt worden ist. Es ist provokativ  über die Konstruktion einer Ethik nachzudenken, die solch gewaltsame Aspekte in sich birgt. Gemäß dieser Sichtweise prasentieren sich die Elemente, die den Buchstaben E konstituieren, wie zweideutige Identitäten, die in einem Kontext platziert werden, der sie narrativ und gemeinverstandlich macht. Das Werk Trischittas handelt vom Abstraktem, das sich auf ein Bild stützt, welches in ein Symbol verwandelt worden ist. Die auf den Betrachter verunsichernde Wirkung ist dabei beachtlich.

Lettura della Dott.ssa Vera Meneguzzo (Critica d’Arte e Giornalista)

Specialista della fotografia digitale, Alessandra Trischitta usa la sua arte per esplorare con partecipata condivisione sia il mondo degli uomini che quello degli animali e delle piante.

Le foto, grazie a ricercati interventi, diventano altro, una rappresentazione del principio motore dell’universo.

L’abilità dell’artista riesce a far sembrare una semplice foto un’autentica opera di pittura.

Commovente il ritratto di un bambino dai grandi occhi indagatori e dalla fronte ampia e intelligente, appena coperta da una frangia. C’è tutto lo stupore di una giovane vita che si affaccia al mondo, una vita ancora ingenua ma che ha in fieri tutte le possibilità di capire.

L’artista si rivolge anche ai grandi drammi dell’umanità, come nella foto del filo spinato, a rimando non solo degli orrori dei campi di concentramento, ma anche dei confini che impediscono il dialogo fra vari Paesi ed etnie.

In “Centricità” due mani si congiungono in una forma di conchiglia, mentre lettere dell’alfabeto, simbolo delle molte lingue, danzano intorno come farfalle propiziatrici per il rispetto agli ineludibili diritti umani.

Un omaggio all’arte immateriale nella foto elaborata che riporta uno spartito musicale quasi disegnato sulle parole di una poesia. Quell’accordo di suoni e significati che dovrebbe abbracciare tutti gli esseri viventi.

Così ogni immagine diventa racconto che apre nuovi spiragli di conoscenza e condivisione con il miracolo dell’esistere che si ripropone ogni giorno.

 
Presentazione di “Artisticamente” alla Loggia Barbaro della Dott.ssa Vera Meneguzzo

... Alessandra Trischitta si cimenta con una recente arte, l’arte digitale, che potrebbe risultare fredda e impersonale se l’artista non vi inserisse personali interventi e le sue forti emozioni...

Citazione del Dott. Guido Folco  nel catalogo "Uniti nell'Arte: 150 di sperimentazione creativa: Arte e Cultura: specchio di un Popolo"

Alessandra Trischitta, tra fotografia ed elaborazione personale del soggetto, trae spunto dalla realtà per realizzare un'immagine colma di mistero e di tenerezza

Commento  di Alessio Brugnoli (Curatore di mostre d'Arte)

Cosa mi ha colpito della mostra? 

Catherine Warnis, con le sue immagini fatate, di un mondo simile al castello della fata Morgana. Le composizioni stranianti della Trischitta e di Della Pietra, i fantasmi di colore della Milakovic e di Aurora del Rio, le esplorazioni poetichedell'universo femminile di Guido Zuffetti, di Paolo Ielli e di Eugenio Sinatra. 

 
Commento in versi di Renato Groppo (poeta e appassionato d'arte)

Colore a forma unito

ti dan l'immagine,

il ricordo, l'infinito

 
Commento di Michele Lanzaro (poeta e pittore)

Mi colpiscono alcune tue opere di carboncino e sanguigna che ritraggono sguardi intensi di animali...che sembrano "chiedere qualcosa" e rimangono in attesa di risposte di fronte allo spettatore; oserei dire che riescono ad imporre un "ribaltamento" delle cose...un'inversione dei ruoli. Nell'osservare i disegni degli animali rappresentati, sereni, pacati e al contempo intensamente profondi, sovviene la netta sensazione di trovarsi ad essere oggetto di "studio" da parte degli sguardi degli stessi...

Riguardo alla fotografia (campo espressivo/interpretativo assai più vasto) posso dire che la semplicità nella scelta dei soggetti e delle scene riscalda e sprigiona messaggi di serenità e pace.

Arte significa soprattutto condividere le proprie emozioni...i propri stati...far partecipi gli altri...

Commento di Romeo Aracri (poeta e appassionato d'arte)

Se bastano un carboncino e un foglio per concretizzare un sentimento, per far pulsare un cuore, per sentire un brivido...allora c'è qualcosa di altro, di infinito in chi quel carboncino muove raccontando sensazioni e storie...

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